La Stanza delle Meraviglie
Archivio News e Attualità
News |
“SULLE TRACCE DI APICIO”, QUARTA OPERA ITINERANTE DI ALBERTO ALFIERI BORDI SULLA RISTORAZIONE ROMANA, DOPO “VIAGGIO NEI RISTORANTI ROMANI”, “ORA DI CENA” E “OSTERIA DEL TEMPO PERSO”
Essere un Apicio è divenuto, nel comune interloquire, sinonimo di ghiottoneria, ma chi era veramente questo personaggio della Roma imperiale?
Ebbene la storia indica come tale il cuoco di Tiberio, autore di un trattato gastronomico di notevole ampiezza, il De re coquinaria, in dieci libri.
Ma con lo stesso nome era già noto, ai tempi di Augusto, un buongustaio e
crapulone senza ritegno, il quale decise di avvelenarsi quando non potette più godere di laute mense ed imponenti banchetti.
Da romano purosangue l’autore di “Sulle tracce di Apicio” non poteva non aprire la pubblicazione con alcuni versi di Giuseppe Gioacchino Belli:
“Non fuss’antro pe’ tante antichità,bisognerebbe nasce tutti qui, perché a la robba che ciavemo qua, c’è, sor friccica mio, poco da di’ ”.
E poi, in seconda pagina, una bella pennellata di Aldo Fabrizi:
“Sole, che quanno spunti la matina, er primo razzo lo rigali a Roma, je butti un fascio d’oro su la chioma e l’incoroni come ‘na reggina”.
131 i ristoranti selezionati in questa guida tascabile, presentati con un massimo di dieci righe, indirizzo ed informazioni utili incluse, sempre accompagnate da una piacevole immaginetta di uno scorcio della città eterna.
Tra i ristoranti segnalati, citiamo:
Alberto Ciarla; Albino il Sardo; Alfredo l’originale; l’Antica pesa; Antico Albano; l’Antico falcone; Apicio; Arnaldo Mattioli; il Bagatto; al Biondo Tevere; il Bolognese; la Bomboniera; Bottiglieria Giuliani; la Briscola; il Bucatino; Bucatino d’oro; er buco; il buco; il Callarello; la campana; il canto del riso; cantina Cantarini; Capanna del negro; Capoccetta; la Capricciosa; Cassia hosteria; centro macrobiotico; checco er carrettiere; checchino dal 1887; Chez Albert; Cicilardone; La colombina; la conchiglia; il consolato d’Abruzzo; il corallo; la corrida; Dante, taverna dei Gracchi; Delle Vittorie; Dionysos; il dito e la luna; il Drappo; Eau Vive; Ecce bombo; Ettore Fieramosca; Ettore lo sgobbone; Ezio alle scalette; Fantasie di Trastevere; Fiammetta; Fiaschetteria Beltrame; Fogher; Fontanella; Fuon Ling; Gamela; George’s; Giacomelli hostaria; il giardino del gatto e la volpe; Gigetto al portico d’Ottavia; Gigetto Temporin; Gildo; Girone VI; le Grotte del Piccione; le grotte del teatro Pompeo; le Grotte di Livia; l’Isola del sole; Ivo a Trastevere; Jardin de l’hotel lord Byron; Jolly; il Leoncino; Lilli; Luciano allo sport; il Mafioso; Majella; Margutta Vegetariano; Mario’s; le Maschere; Matriciana; Meo Patacca; Messico e nuvole; Micci; Mizzoni birreria; Montecarlo; Moroni; Nazareno; Nihobashi; Omero al 400; Orsetto; Orso; Orient-Express; Osvaldo; Otello; er Pallaro; Pallotta; Palmerie; Panattoni; Panzanera; Papà Giovanni; Papillon; Pianeta Terra; la Piemontese; la Pietra serpentina; Piperno a monte Cenci; Pizzeria via Alessandria; Polese; Pommidoro; Ponte Parione; il posto accanto; dal Presidente: il Pulcino ballerino, la Rampa; Romolo; Roof dell’hotel Forum; Ropiè; Sabatino, le cave d’Ignazio; San marco; San marino; Santa Chiara; lo scoglio di Frisio; il Sedano allegro; Sergio alle grotte; Settimio all’arancio; Sora Lella; Spaghetti house; Talismano; la tana del grillo; la Taverna dei 40; Taverna della scala; Tempio di Mecenate; Ulisse; Villa Paganini; Volpetti (baffetto).
La guida tascabile “Sulle tracce di apicio” risale al 1990 ed è oramai un cimelio storico più che un indirizzario utilizzabile per un buon pranzo o per una piacevole cenetta. Molti dei ristoranti citati e raccomandati, oggi non esistono più, anche se, come il Sedano allegro, hanno segnato un’epoca.
“Il viaggio nei ristoranti romani” è datato 1983, “Ora di cena” è del 1984 e “l’Osteria del tempo perso” è del 1989.