APPUnto DI VIAGGIO

HOME PAGE >> TUTTI GLI APPUNTI >>

UNA POLONIA PIENA DI PIACEVOLI SORPRESE: appunti di viaggio dalla piazza medievale più grande d’Europa a Krakovia fino alla città ideale di Zamosc vicino all’Ucraina
 

A dire il vero non siamo molto inclini a considerare la Polonia come mèta primaria dei nostri Poloniaprogrammi di viaggio, in primo luogo perché non la conosciamo bene (anzi per niente), in secondo luogo perché , fatta eccezione per Krakovia, in questo Paese non esiste ancora una offerta turistica di rango europeo, ed in terzo luogo, perché probabilmente siamo ancora ingessati sullo stereotipo superato del “lavavetri avvinazzato” e ci dimentichiamo che la gente polacca già da alcuni anni ha intrapreso un cammino di impegno e di crescita e che a buon diritto fa parte dei nostri concittadini europei. Dipende poi dal genere di turismo che si vuole praticare: se si cercano comodità, lustrini e percorsi brevettati, botteghe di souvenir e menestrelli in trattoria, insomma se sei un turista da batteria, cambia itinerario, la Polonia è una natura meravigliosa da contemplare con lunghe camminate, una panoramica d’arte da scoprire, una umanità da frequentare con affetto, nelle strade, nelle chiese, nei boschi, sui pulmann, nelle deliziose latterie e nei mercati rionali.

Per Katowice, non distante da Krakovia, esistono voli giornalieri diretti da Roma Ciampino della Wizz-Air, ben organizzati ed a basso costo, ma c’è anche la compagnia di bandiera che è affidabile, un po’ più costosa, con destinazione anche a Varsavia. All’arrivo in terra polacca, dove sai già che non troverai né opulenza né consumismo sfrenato di tipo occidentale, la prima cosa che ti colpisce è la buona organizzazione generale dei servizi, in particolare di quelli dei pulmann, che con una rete capillare e prezzi modici (uno Zlothi polacco equivale a circa 500 lire e ad un quarto di euro), ti portano fino ai confini con Bielorussia ed Ucraina – verso est - oppure nel grande porto di Danzica verso nord. A proposito di servizi i bagni si pagano un po’ dappertutto (circa 1 zlothi), a meno che non vuoi provare quelli pubblici, ove in un water potresti vedere l’inferno.
Dai finestrini dei pulmann (si paga a bordo ed il viaggio è sempre allietato da musica di Madonna, Cher, Shakira e cantanti italiani anni novanta) si vedono ovunque graziose casette di campagna, con immancabile antenna satellitare (segnale dellaPolonia proiezione verso altre realtà) e giardini curatissimi dove non manca mai una ordinata catasta di legna (in inverno qui fa anche -30°). Le strade sono quasi sempre libere e le fermate coincidono con le piazze di piccoli borghi, dove prevale l’attività agricola; c’è una rete commerciale piuttosto modesta e caratterizzata dalla presenza di numerosissimi chioschetti, ossia delle piccole edicole dove trovi davvero tutto, giornali, sigarette, medicine, profumi, biglietti d’autobus, giocattoli ed altro ancora. Un po’ dappertutto, anche nei piccoli centri agricoli le giovanissime sono vestite alla moda e sono particolarmente belle con fisici resi probabilmente tonici anche dalle lunghissime camminiate che, per studio o per lavoro, sono costrette a fare. Un fascino aggiunto sta nel loro idioma incomprensibile (sì si dice tac,buongiorno si pronuncia gindobre, prego equivale a prosce e grazie si dice gincuia!!!).

Il nostro itinerario ci porta a Sandomierz, nella parte settentrionale della Polonia, una cittadina deliziosa posta su una collina ovale che domina la Vistola . Qui l’atmosfera è surreale, la gigantesca piazza sembra sospesa nel tempo e nello spazio. Un posto incantato, di impronta medievale, importante dal punto di vista commerciale già nel XII secolo, come testimoniano i locali sotterranei scavati nelle viscere della terra con funzione di magazzini. E poi la Polonia è terra di castelli. A Krasiczyn le circa 80 stanze del maniero uscito dal mondo delle favole offrono una prestigiosa offerta alberghiera, mentre il meraviglioso castello di Baranow, architettato dal fiorentino Santi Gucci, combina lusso e raffinatezza in un contesto naturale che lascia a bocca aperta. E’ anche albergo e ristorante, decisamente di gran classe, dove si possono apprezzare le specialità locali a prezzi stracciatissimi. Nel parco di Kourosnecki si possono ammirare le poderose fattezze dei bisonti, la cui carne, tenera e scura, viene cucinata e servita in un ambiente idilliaco, vicino all’ennesima dimora principesca nelle vicinanze di un fiume, dove di frequente si svolgono manifestazioni d’arte, di pittura in particolare.

I mercati settimanali sono uno spettacolo a parte: dalle campagne i contadini portano i prodotti dei loro orti; per noi è uno scenario un po’ lontano nel tempo, già vissuto, anni sessanta per intenderci. Qui si vendono anche funghi porcini, mirtilli, more e lamponi raccolti da nonne e nipoti pratiche di boschi; c’è sempre una grande folla anche se non tutti possono comprare come vorrebbero. Si vende un po’ di tutto, anche molte cose usate. Trovi perfino la pasta, che non è di grano duro, non mantiene la cottura ed è di un colore giallo sfavillante.
La domenica si va in chiesa (il 95 % della popolazione è cattolica praticante) ed è uno spettacolo vedere i fedeli che seguono la messa anche fuori dal sagrato ascoltando il prete attraverso gli altoparlanti. La venerazione per Papa Giovanni Paolo II è ammirevole e commovente e credo che la figura di questo grande papa abbia rafforzato i legami già ottimi tra il popolo polacco e quello italiano.

Zamosc, ai più questo nome non dirà niente, eppure questa è la città ideale, il sogno concreto Poloniadi tutti gli architetti di ogni tempo. Prossima al confine con l’Ucraina, questa cittadina fortificata a pianta pentagonale copre un’area di 24 ettari, ed è stata costruita dall’architetto italiano Bernardo Morando su commissione del cancelliere Zamoysky nel 1580 circa. Misure perfette, prospettive nitide, edifici mirabili, spazi pianificati, dimensioni equilibrate, distanze calibrate e la città ideale qui è realtà.
Non distante da Zamosc vale la pena di visitare uno dei tanti parchi meravigliosi che caratterizzano il territorio polacco: qui siamo nel Park Narodowy vicino a Szczebrzeszyn (prova a pronunciarlo correttamente se ci riesci), che dopo un fittissimo bosco di betulle, ti sbalordisce con un grande lago da cartolina. Non possiamo scordarci Kazymiers altra cittadina d’arte, popolata da artisti e pittori, con tanto di lago navigabile, mèta preferita degli abitanti di Varsavia.

E poi c’è Krakovia, sicuramente un’altra faccia della Polonia, con un fascino tutto suo, organizzata all’accoglienza, con una chiara impronta giovanile, impreziosita dall’università, la più turistica delle città polacche, ove ogni angolo mostra un piccolo-grande capolavoro d’arte. Non a caso qui è conservata la celebre Dama con l’ermellino di Leonardo. La sola passeggiata dalla Porta Florianska alla spettacolare Piazza del Mercato, la più grande piazza medievale d’Europa, giustificherebbe una vacanza da queste parti: bar, pasticcerie, frotte di giovani ovunque, spettacoli in piazza, musica, chiese, ritrovi di ogni genere, turisti, soprattutto americani, seduti un po’ ovunque. Doverosa una puntatina alla lunga galleria dove decine di banchi vendono a prezzi ottimi la pregiata ambra del Baltico, leggera e luminosa, ma dove puoi trovare tanti altri sfiziosi ricordi del tuo viaggio in Polonia.
A Wielicka, pochi chilometri da Krakovia c’è un capolavoro dell’uomo e della natura, giustamente inserito dall’Unesco tra i beni appartenenti all’umanità intera: le miniere di sale; un’attrattiva unica: si scende a piedi, attraverso migliaia di gradini di una scala a chiocciola interminabile, fino a circa cento metri sotto terra. Qui si può ammirare un’altra città, fatta di saloni, laghetti, statue, scale ed ambienti vari, tutti rigorosamente ricavati dal sale. Un ristorantino a meno 125 metri dà sollievo ai visitatori, ma si scende ancora più giù, senza grandi problemi. Un ascensore superveloce in pochi attimi ti riporterà in superficie. Da Krakovia vale la pena di raggiungere anche Zakopane, ai piedi dei monti Tatra, capitale indiscussa del turismo estivo ed invernale per i concittadini di Chopin e di Copernico. Un’altra sorpresa tutta polacca è il mangiare: ti aspetti di soffrire per la mancanza delle nostre leccornie ed invece ti trovi ad apprezzare i pirogi, ravioloni riempiti e cucinati in vario modo; le zuppe, prime tra tutte la semplice Pomodorowa e la celebratissina Zurek (con uovo); i Golabki o piccioncini, ossia involtini di carne trita avvolta in foglie di cavolo; la carne qui è eccellente e si esporta in tutta Europa, Italia inclusa; tra i dolci sconsiglio il monumentale Napoleon mentre è abbastanza gradevole la Kremowka, tanta cara a Giovanni Paolo II. Gulasc molto apprezzato dai turisti italiani come anche gli gnocchi. Il caffè qui è vagamente alla turca ed anche l’espresso è lontano anni luce da quello al quale siamo abituati nei nostri bar. Molto buona la birra Zywiec, la più antica di Polonia. A Tarnobrzeg, una bella cittadina con una piazza enorme abbiamo provato la pizza “napoletana”; ovviamente niente a che vedere con le nostre “margherite” ma comunque gradevole e troppo sostanziosa. Al posto del panino qui si mangia la zapikanta, una sorta di piadina piccante che trova consensi unanimi. Un po’ ovunque si trova il kebab.
Pochi appunti per una nazione che ha oramai alle spalle le invasioni subite e le fasi più difficili della sua storia, che grazie all’ingresso in Europa ed alla luminosa strada tracciata da Giovanni Paolo II, ha intrapreso un nuovo percorso di crescita, nel quale proprio il turismo potrà giocare un ruolo fondamentale.

Stampa questa pagina Stampa questa pagina