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ALLA RICERCA DEL PESCE PALAMITA: nelle isole Tremiti per osservare i fondali marini di Cala Matana. L’arrampicata alla rocca di S. Nicola quale magico passaggio per atmosfere celtiche
 
Tutte le isole sono uniche e speciali ed a questa regola non sfuggono di certo le Tremiti, un tempo chiamate Diomedee in omaggio al personaggio dell’epopea omerica che osò ferire Afrodite e che lanciando in mare alcune pietre ciclopiche diede vita all’attuale arcipelago, distante 22  Km. dalla costa del Gargano più vicina. Diomedee sono oggi chiamati gli uccelli che popolano queste isole e che di notte emettono suoni simili al pianto di uomini, come quelli Clicca per ingrandiredisperati che in un tempo remoto devono aver lanciato i compagni del re dell’Etolia alla ricerca del loro compagno. Sempre in tema di uccelli, il primo aspetto che colpisce il turista è la massiccia quantità di gabbiani che abitano ogni lembo delle isole, mentre il mare ti affascina fin dal primo istante per i fondali cristallini ed incontaminati, ricchi di polpi e di fauna straordinaria anche se povero di spiagge ospitali; praticamente solo due a S.Domino: quella delle Arene, vicino al porto, piccola ed affollatissima, e quella di Cala Matana, ugualmente e un po’ faticosa da raggiungere. L’area del porto è vivacizzata in maniera permanente dall’andirivieni di sub di ogni età e di ogni parte d’Italia.

S.Domino: la più attrezzata, la più organizzata, la più vivace delle isole (numerosi i ristoranti, le discoteche, le gelaterie ed i pub), ti accoglie con una vegetazione ricchissima, con pinete d’Aleppo che scendono fin quasi dentro al mare. Le auto private non possono circolare e così vanno messe in conto lunghe passeggiate, comunque sempre confortate da panchine in solido legno, posizionate praticamente in ogni dove. I cani randagi che si incontrano di sovente nel corso delle passeggiate sono sonnacchiosi e prevalentemente di razza setter, memoria di un passato di caccia. In tavola il pesce la fa da padrone: il più utilizzato è la Palamita, una specie di sgombro dal corpo allungato, apprezzabile se cucinato da mani esperte. La cucina isolana pur potendo contare su un pescato di qualità e freschezza invidiabili, non può dirsi eccellente, un gap che si avverte in particolar modo nei primi piatti troppo spesso sviliti da sughetti dozzinali. Anche i vini sono presentati con una supponenza che trova riscontro solo nel prezzo. Il vip per eccellenza di S.Domino è Lucio Dalla, con la sua bella casa vicino a Cala Matana, un fiordo spettacolare al quale ha dedicato il recente CD “Luna Matana”.

Di fronte a S.Domino c’è lo lo scenario mozzafiato offerto dall’isola di S.Nicola, dominato dalla chiesa di S.Maria a mare e dalla città fortificata nella quale la chiesa  è inserita. Gli ampi chiostri, le architettoniche cisterne, le pietre chiare, le coste a precipizio, gli scorci e le atmosfere richiamano incredibilmente l’Irlanda o la Scozia: mancano solo i cavalieri del Santo Graal e la musica di Enya. A dominare la sommità spianata dell’isola, vicino ad una specie di faro, c’è una piccola casa isolata, una specie di anello di congiunzione tra mare e cielo, tra sole e vento, tra tempo e spazio.
Irrinunciabile la gita in barcone intorno all’arcipelago (15 euro – durata un’ora e mezza), che, se da una parte di permette di visitare grotte stupende, dall’altra ti fa vivere la sensazione di immigrato clandestino pronto allo sbarco. Fermata e bagno obbligatorio in prossimità della statua subacquea di Padre Pio.
A poca distanza da S.Nicola c’è Cretaccio, praticamente un grande scoglio disabitato, e, più distante, l’isola di Caprara, terra di capre e di capperi che ne giustificano il nome. Una quinta isola, molto lontana e piatta, è Pianosa, disabitata e semicoperta dal mare nelle giornate di tempesta.

Qualche consiglio per l’imbarco: se si arriva a Termoli (CB),conviene lasciare la macchina al parcheggio custodito (€ 6 al giorno), tenendo presente che solitamente ci sono solo un paio di corse per le Tremiti, una al mattino ed una al pomeriggio, che aumentano nella stagione estiva ed in concomitanza con festività e “ponti di lavoro”.
Per l’alloggio, S.Domino  offre un discreto numero di alberghi e bed & breakfast. “Il GabbianoClicca per ingrandire” vanta una posizione superlativa,  sulla piazza Belvedere che domina quel tratto di mare; è moderno, ben organizzato, con un ristorante molto apprezzato, un’area benessere ed una comoda sala per gli appassionati del Burraco. (www.hotel-gabbiano.com). Anche per “Le vele” la posizione è favolosa: immersa nella vegetazione, domina Cala Matana che si raggiunge scendendo direttamente attraversando la fitta pineta. Nel residence(www.hotel-lavela.it), articolato in mini stanze ed appartamenti dotati di spazio autonomo si respira una atmosfera particolare, improntata ad un relax eco-culturale fatto di letture, di chiacchiere sommesse, di passeggiate, di partite a carte, di scatti fotografici, di amore per la natura, di mangiate di buon pesce. A dettare i tempi di questo andamento vacanziero sono Ornella e Tonino, operosi e garbati gestori del residence, che portano in tavola anche  i sapori del loro orto, degna cornice ad una filosofia vacanziera particolarmente piacevole. Per la ristorazione a S.Domino, si dice un gran bene di Pio, che prepara pesce pescato in proprio e delle Rondinelle, più isolato e prossimo alla omonima grotta, anch’esso famoso per le preparazioni di pesce, mentre la pizza la fanno alla bella  discoteca A’ Furmicula ed al Galeone, in Piazzetta. Se ci spostiamo all’isola di S.Nicola, all’Architiello, sempre molto frequentato ed immerso quasi dentro al mare, Carolina sa cucinare  il pesce in modo antico, aiutata al servizio dalle solerti figliole. Una arrampicata storico-culturale a S.Nicola, con serata di pesce in questo locale a pochi passi dal porto e ritorno notturno in barca a S.Domino è una di quelle emozioni che raccomandiamo a tutti.

La palamita è un pesce pelagico dal dorso blu scuro con riflessi verde-azzurro, presenta 7-9 linee nere oblique caratteristiche, mentre i fianchi ed il ventre sono argentei; nei giovani le linee nere sono sostituite da 12-16 larghe bande scure verticali, che arrivano a metà dei fianchi. Questa specie ha il muso acuto e ha l’aspetto di un piccolo tonno; la prima pinna dorsale è triangolare; la pinna caudale è preceduta da pinnule. A metà del peduncolo codale si nota una carena ben sviluppata entro due carene laterali più piccole. Le forme giovanili si nutrono di zooplancton, quelle adulte cacciano acciughe e sardine, giovani cefali, aguglie e costardelle; i denti sono appuntiti. E’ una specie che vive in banchi e compie ampie migrazioni. La riproduzione avviene in primavera ed in estate e la maturità sessuale è raggiunta a due anni di età. La palamita può raggiungere 80 cm di lunghezza e 10 Kg di peso, ma è frequente sui mercati attorno ai 2 Kg di peso.

La palamita è molto comune in Mediterraneo, Mar Nero, Atlantico orientale e occidentale. Abita in tutti i mari italiani e forma grandi banchi che nuotano presso la superficie ed in genere non vanno oltre i 200 m di profondità. Recenti studi hanno messo in evidenza che la palamita dal Mar Egeo migra in Mar Nero verso maggio-giugno e ritorna alla fine di luglio nei nostri mari. La palamita viene pescata con le tonnare fisse e con le tonnare volanti, ma anche con reti da traino pelagico e reti derivanti dette palamitare. Abbocca facilmente anche alla traina sia con esca viva, sia con esca artificiale.È oggetto di pesca attiva in Puglia, Sicilia e Liguria. La palamita viene principalmente venduta fresca, a tranci e ha un buon valore commerciale, in certi paesi viene anche salata ed affumicata. Il sapore delle sue carni è forte e sono preferibili esemplari di 2-4 Kg; può essere conservata anche in casa in barattoli sott’olio. Si consiglia di cucinare la palamita al cartoccio al forno, oppure semplicemente lessa.

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